Pensierini

L'educazione dovrebbe inculcare l'idea che l'umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione. B. Russel

Nafn:
Staðsetning: ciampino, roma, Italy

sunnudagur, júní 24, 2007

#206: La nicchia

Ho appena letto il post sull'estate del blog del mezza (http://www.bloggers.it/ilmezza/). E' uno dei pochissimi blog che leggo e mi interessava commentare una cosa che ha scritto:

"Il mio blog non ha nulla di eccezionale, credo di non emozionare nessuno con la mia scrittura, a volte passano settimane senza che io scriva uno straccio di post. A volte mi chiedo se è utile tenerlo aperto...."

Ne parlavo appunto oggi con Sonecka.
Ovviamente non ha nessuna utilità tenere aperto un blog, direi quasi in nessun caso, figurarsi per me (o per il mezza). Rifletto però sul fatto che se il mondo va così male un pò dipende anche dal fatto che chi comanda ha adottato il credo che tutto deve "servire", che tutto deve "produrre", che quello che non "crea" non merita di permanere (tralascio volutamente gli aspetti evoluzionistici della cosa per non appesantire il post e per non incorrere nell'ira di Rocco).

Esistono due modi di leggere cose di un certo livello: leggerle e basta e leggerle e apprezzare in toto il mondo che l'autore ha schiuso con le sue parole. Ben sapendo di non essermi spiegato passo ad un esempio concreto: Dylan Dog. Come il buon Riccio e Maura potranno sicuramente confermarci le storie di Dylan Dog sono avvincenti, intrise di noir e facilmente godibili da qualunque lettore di fumetti. Questo è il primo livello di lettura: la storia piace, la trama è avvincente, i personaggi simpatici e in definitiva ci si fa una buona idea dell'opera letteraria.
Il passo successivo è quello più affascinante. Forse non tutti i lettori di D.D. sanno che Sclavi colma le pagine del fumetto di riferimenti, citazioni e rimandi a tutto il suo mondo culturale. Ad esempio in una storia che dovrebbe chiamarsi "L'uomo invisibile", verso la fine un'anziana nana, madre del giornalista che si rivelerà un efferato assassino, guarda Dylan e Groucho e gli dice: "Non conoscendo affatto la statura di Dio". Questo è anche l'ultimo verso di "Un giudice" di De Andrè (Non al denaro, non all'amore, ne al cielo; opera guarda caso anch'essa riferita a un testo caro a Sclavi: L'antologia di Spoon River di Master). Quello che fa Sclavi è un'operazione che in letteraturese si chiamna riferimento (mi sembra). Il risultato è meraviglioso: la totalità dell'opera rimane godibile anche ai livelli di comprensione più bassi, ma non tutti sono in grado di APPREZZARLA appieno. La cosa meravigliosa è che è l'autore a SCEGLIERE chi sarà in grado di apprezzare veramente il suo lavoro. Si crea una sorta di codice, una specie di fratellanza settaria tra autore e lettore, che esclude completamente chi non è in grado di apprezzare i riferimenti (ma comunque può godere dell'opera) e proprio per questo accomuna ancora di più l'autore con i lettori che LUI ha scelto.
In definitiva l'autore con riferimenti e autoriferimenti crea una vera e propria nicchia.

Ovviamente io non credo che io o Flavio o Riccardo abbiamo gli strumenti culturali per produrre opere di livello tale da creare una nicchia come ad esempio fanno Sclavi o Eco o i grandi autori.

Quello di cui sono però sicuro, ed è questo quello di cui parlavo con Sonecka, è che quello che io scrivo è comprensibile solo a chi deve riceverlo. Non mi sono mai preoccupato dei pochi commenti su questo blog, ne mi sono mai interessato di mettere il counter delle visite. Semplicemente io non scrivo per chiunque. Io non scrivo per uno che passa casualmente di qui e legge. Non voglio che capisca quello che devo dire, e non essendo in grado di costruire un'opera fruibile a tutti i livelli, preferisco escludere chi non deve capire piuttosto che cercare di coinvolgerlo usando goffamente figure retoriche che mi metterebbero in impiccio.
Quando io scrivo determinate cose, sono sicuro che chi deve capirle, se legge, le capisce. Il messaggio arriva, se poi agli altri non è comprensibile pazienza.
Io uso di continuo riferimenti, scrivo praticamente solo con quelli. Questo mi consente di avere la mia nicchia.
E a voi, che mi state leggendo, un anno e oltre duecento post, grazie per essere stati la mia nicchia.

133) Prima di parlare accertarsi che il cervello sia collegato.

Visto su un cartello

Efnisorð:

3 Comments:

Anonymous DS BERSERK said...

"Io non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico è ristretto."

Schopenhauer

9:17 f.h.  
Anonymous Rik il Guelfo Bianco said...

io ho le capacità e la cultura per scrivere anche molto meglio di fo , eco o ungaretti, solo che non c'ho voglia.

Concordo su praticamente tutto, anche se la frase, sempre se l'ho intesa bene:
"Ovviamente non ha nessuna utilità tenere aperto un blog, direi quasi in nessun caso"

il fatto che leggi pochissimi blog (di cui uno è del mezza e un altro è talvolta il mio) porta conseguentemente a questa affermazione, ma ti posso assicurare che ci sono una grande quantità di blog professionali (nel senso che sono relativi a una prefessione), o tematici su determinati argomenti, o di persone "influenti" in qualsiasi ambito, che usano il blog per comunicare a grandi quantità di persone i modo rapido e semplice.
Se quella frase voleva dire altro allora cancella pure codesto commento :)

8:02 e.h.  
Blogger quandofaremokantcanteremo said...

Parlavo di un'altro tipo di utilità.
E' giustissimo dire che il blog deve essere uno strumento di comunicazione. Di questo parlavo :)

9:28 e.h.  

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