Pensierini

L'educazione dovrebbe inculcare l'idea che l'umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione. B. Russel

Nafn:
Staðsetning: ciampino, roma, Italy

miðvikudagur, nóvember 08, 2006

#134: Libro letto

Fëdor Dostojevskij; I Demoni (Vita di un grande peccatore - I) (Бесы) Mursia; 820 pagg; regalo fatto a mia madre.

I Demoni è un romanzo molto complesso. Probabilmente perchè è il romanzo "meno romanzo" di Dostojevskij. Il libro infatti si presenta più come un phamplet che come un vero e proprio romanzo. Dostojevskij iperbolizza i personaggi strumentalizzandoli per poter così dimostrare le sue tesi. Io personalmente non condivido le idee di Dostojevskij ma sono affascinato dall'uso delle figure retoriche di cui il libro è pieno.
Alla fine sono riuscito a godermelo nonostante laura e dottorato di mezzo.
79) "Essere o non essere, questo è il problema..." sussurra William. Chiede la moglie: "Caro, perchè dici queste parole arcane?" Ribatte lui: "Arcane? E chi se lo incula er cane?"
Citata da Patrizio Roversi

Efnisorð: ,

föstudagur, september 22, 2006

#110: Libro letto

Fëdor Dostojevskij; L'idiota (Идиот); Mursia; 800 pagg; regalo fatto a mia madre.

Nella consapevolezza di non essere assolutamente in grado di poter parlare oggettivamente de L'idiota, in questi mesi ho trascritto le parti principali dove agiva Nastasja Filippovna. Dalla sua entrata in scena alla sua morte. Io amo Nastasja con tutto me stesso, in maniera veramente non consona a un personaggio letterario. Era così anche la prima volta che lessi L'idiota cinque anni fa. Nastasja è meravigliosa. Mi ricorda tutte le ragazze che ho amato nella mia vita (bhè alla fine non sono tante...). E comunque le supera. Il romanzo è molto intenso. I personaggi sono il pezzo forte di Dostojevskij (non mi stancherò mai di ripeterlo) e sono il principale motivo per cui vale la pena affrontarli. Nastasja è seconda solo a Ivan Karamazov. Ma è il personaggio femminile più meraviglioso che io abbia incontrato in tutta la letteratura. La sua morte, che è chiara dalla prima volta che se ne parla, è così inevitabile, così tragica. Lei è così innocente e dannata. Così afflitta. Il confronto con Aglaja Ivanovna la rende ancora più meravigliosa. Il relazionarsi con Rogozin e con il principe Myskin la rende sempre più debole e vulnerabile. La sua voglia di amare e la sua incapacità nel farlo sono di un'intensità devastante. E' lei la vera protagonista del romanzo. E' lei che vale la pena di leggere in 800 pagine. E io ho i brividi ogni volta che la incontro.
Ora potrei scrivere questo nei risultati della tesi?????
mmmm sarà meglio che non comincio a leggere I demoni.
-28 giorni alla laura di Michele

Efnisorð: ,

fimmtudagur, september 21, 2006

#109: Nastasja Filippovna

- Dov'è... Nastasja Filippovna? - domandò il principe con voce soffocata.
- E'... qui, - rispose Rogozin senza fretta, dopo aver fatto aspettare un momento il principe.
- Ma dove?
Rogozin alzò gli occhi sul principe e lo fissò con uno sguardo strano.
-Andiamo!
Egli continuava a parlare piano e senza fretta, e, come prima, sembrava immerso in una profonda perplessità. Anche quando aveva parlato delle tendine, nonostante l'espansività del suo racconto, sembrava che con le stesse parole volesse esprimere un pensiero diverso.
Entrarono nello studio, dove, dal giorno che il principe c'era entrato per la prima volta, erano stati apportati alcuni cambiamenti: il locale, in tutta la sua larghezza, era diviso in due da una tenda pesante, di seta verde, con un'entrata da ogni lato, dietro alla quale era una specie di alcova, dove era il letto di Rogozin. La pesante tenda era abbassata e le due entrate chiuse. Nella camera regnava un buio quasi assoluto. Le notti bianche di Pietroburgo cominciavano a oscurarsi e, non ci fosse stata la luna piena, sarebbe stato difficile scorgere alcunchè nelle tenebre. Veramente, si potevano ancora distinguere i visi degli uomini, ma vagamente. Il volto di Rogozin era pallido come al solito, i suoi occhi ardenti e scintillanti erano fissi sul principe e il loro sguardo era immobile.
- Faresti bene ad accendere una candela
- No, non occorre, -rispose Rogozin, e premendo il braccio del principe, lo costrinse a sedere. Poi gli si sedette di fronte, avvicinando a lui la propria sedia, in modo da toccarlo con le ginocchia. In mezzo a loro, un pò di fianco, si trovava un tavolinetto rotondo.
- Siediti, rimaniamo un pò seduti, per intanto -disse egli in tono persuasivo.
Ci fu un minuto di silenzio. Poi Rogozin continuò, col tono che si assume quando, per non affrontare a tutta prima l'argomento principale, s'intavola un discorso su particolari oziosi:
- Sapevo che avresti preso una camera nello stesso albergo d'una volta; non appena entrato nel corridoio, pensai subito: "Può darsi che anche lui, in questo momento, sia seduto qui, in qualche camera ad aspettarmi, come l'aspetto io adesso!" Sei stato dalla maestra?
- Ci sono stato, -pronunciò con sforzo il principe, cui il cuore batteva da rompersi,
- Anche a questo avevo pensato. "Quante chiacchere ci faranno," pensai... poi pensai ancora di condurti qui per poter passare la notte insieme...
- Rogozin! Dov'è Nastasja Filippovna? -bisbigliò il principe, e si alzò tremando a membro a membro. Si alzò anche Rogozin.
- E' là, -sussurrò egli, mostrando con un cenno del capo la tenda.
- Dorme? -sussurrò anche il principe.
Rogozin lo fissò ancora con lo stesso sguardo di prima.
- Bè! andiamoci!... Soltanto, tu... insomma, andiamoci!
Egli sollevò la tenda, si fermò e voltò di nuovo la testa verso il principe.
- Entra! -disse, invitando il principe a passare per primo. Il principe entrò.
- E' buio! -fece.
- Si vede abbastanza! -brontolò Rogozin.
- Vedo vagamente... il letto.
- Avvicinati, -rispose Rogozin, piano, invitandolo ad avanzare.
Il principe fece un passo, poi un altro, e si fermò ancora. Egli rimase così un minuto o due a guardare attentamente; né l'uno né l'altro, per tutto il tempo che rimasero vicino al letto, pronunciarono parola; il cuore del principe martellava a tal segno, che i suoi battiti sembravano risuonare nel prondo silenzio della camera. Ma i suoi occhi si erano abituati all'oscurità, e ormai egli vedeva distintamente tutto il letto; qualcuno vi dormiva d'un sonno di piombo; non si sentiva il minimo respiro né alcun fruscio. Il dormiente era coperto fino alla testa da un bianco lenzuolo, ma le forme del suo corpo vi si disegnavan sotto in modo poco distinto; si poteva giudicare soltanto dal rilievo che un essere umano vi era sdraiato in tutta la sua lunghezza. Intorno sul letto stesso e sulla poltrona accanto, persino sul pavimento, erano gettati in disordine vestiti da donna, un fastoso abito di seta bianca, nastri, fiori. Sul comodino scintillavano i brillanti sparsi, pure in disordine. Presso i piedi, si notavano pizzi sgualciti e aggomitolati, e su quei pizzi bianchi, sporgendo di sotto al lenzuolo, si disegnava la punta di un piede nudo; sembrava fatto di marmo ed era terribilmente immobile. Il principe guardava ogni particolare e sentiva che più guardava, più il silenzio nella camera diventava assoluto e pari al silenzio della morte. Improvvisamente si sentì il ronzio di una mosca svegliata che volò sopra il letto e scomparve dalla parte del capezzale. Il principe trasalì.
- Usciamo! -disse Rogozin, toccandogli il braccio.
Uscirono dall'alcova e tornarono a sedere come prima, uno di fronte all'altro. Il principe tremava sempre più, e continuava a fissare Rogozin con fare interrogativo.
- Mi accorgo che tremi, Lev Nikolajevic, -disse infine Rogozin -come ti capita sempre prima che ti colga uno di quei tuoi attacchi... Ti ricordi, a Mosca... e poi anche qui, una volta. Non saprei ora che cosa dovrei fare di te...
Il principe l'ascoltava, facendo immensi sforzi per comprendere ciò che l'altro gli diceva, e continuando a interrogarlo con lo sguardo.
- Sei stato tu? -domandò infine, indicando la tenda con un cenno della testa.
- Si... sono stato io... -sussurrò Rogozin abbassando il capo.
Seguì un silenzio che durò cinque buoni minuti.
-29 giorni alla laura di Michele

Efnisorð:

þriðjudagur, september 19, 2006

#102: Nastasja Filippovna

Nastasja Filippovna si alzò, gettò un ultimo sguardo allo specchio, osservò con un sorriso "storto", come si seppe in seguito da Keller, che era "pallida come un cadavere", s'inchinò devotamente davanti all'immagine sacra e uscì sul terrazzino. Un coro di voci accolse la sua apparizione. Vero è che nel primo momento si sentirono risate, applausi e fischi persino, ma di lì a poco risuonarono altre grida:
- Che donna stupenda!- esclamavano tra la folla.
- Non è la prima, e non sarà nemmeno l'ultima del suo genere!
- Il matrimonio cancella il passato, imbecilli!
- No, trovateci un'altra donna bella come questa! Urrà!- gridavano i più vicini.
- Una principessa! Per una simile bellezza, venderei l'anima al diavolo!- urlò un piccolo impiegato sconosciuto.
- "La mai vita per una notte!..."
Nastasja Filippovna si mosse, pallida come un cencio; ma i suoi grandi occhi neri brillavano come due carboni ardenti; e la folla non potè resistere a quello sguardo; l'inignazione si trasformò in grida di entusiasmo. Lo sportello della vettura fu aperto, Keller offrì il braccio alla sposa per farla salire, quando, improvvisamente, ella gettò un'esclamazione e saltò dal terrazino tra la folla. Coloro che l'accopagnavano rimasero trasecolati dallo stupore; la folla le si aprì davanti e, a cinque o sei passi dal terrazino, apparve, ad un tratto, Rogozin. Nastasja Filippovna aveva incontrato il suo sguardo tra la folla. Ella corse a lui e lo afferrò per ambo le mani:
- Salvami! portami via! Portami dove vuoi, ma subito!- gridò come una pazza.
-31 giorni alla laura di Michele

Efnisorð:

föstudagur, september 01, 2006

#79: Ritrovati "L'Urlo" e "La Madonna" di Munch

http://www.repubblica.it/2006/08/sezioni/esteri/ritrovato-urlo-munch/ritrovato-urlo-munch/ritrovato-urlo-munch.html

Ho avuto il privilegio di vedere una mostra con alcune tra le opere più importanti di Munch. C'era anche una Madonna.
La cosa che ricordo con maggiore piacere era l'odore della tela.
C'era "La Gelosia".
Se Dostoevskij dovesse dipingere userebbe Munch.

60) I soldi non fanno la felicità, dicono. Senza dubbio stanno parlando dei soldi degli altri.

Sacha Guitry

Efnisorð:

mánudagur, ágúst 28, 2006

#75: Nastasja Filippovna

Ciò dicendo, ella fissava attentamente il principe, cercando di spiegarsi il motivo della sua venuta.
E' probabile che il principe avrebbe anche risposto a queste cortesi parole, se non fosse rimasto abbagliato e colpito dalla sua bellezza, tanto da non poter pronunciare parola. Nastasja Filippovna lo notò con piacere. Quella sera si era messa in "grande toeletta" e produceva un'impressione straordinaria. Lo prese per mano e lo condusse dagli ospiti. Sulla soglia, il principe si fermò ad un tratto e, in preda a una fortissima agitazione, le sussurrò frettolosamente:
-Tutto, in voi, è perfezione... anche la magrezza e il pallore... non si potrebbe desiderarvi diversa da quello che siete... Fui invaso da un tale desiderio di venire da voi... scusatemi...
-Non chiedetemi scusa,- disse Nastasja Filippovna- altrimenti sarà sciupata la stranezza e l'originalità della vostra azione. E' dunque vero ciò che si dice di voi, che siete un uomo strano? Mi considerate dunque una perfezione?
-Si.
-Pur essendo un bravo indovino, questa volta vi siete sbagliato. Ve lo proverò oggi stesso...

Efnisorð:

föstudagur, ágúst 25, 2006

#74: Nastasja Filippovna Baraskova

-E' dunque Nastasja Filippovna, questa?- domandò, dopo aver gettato uno sguardo incuriosito e attento sulla fotografia. - E' straordinariamente bella! - aggiunse con entusiasmo.
Infatti, il ritratto rappresentava una donna meravigliosamente bella. Nastasja Filippovna, s'era fatta ritrarre in un vestito di seta nera, di taglio semplice ed elegante; i suoi capelli, evidentemente di un biondo scuro, erano pettinati alla casalinga; aveva gli occhi scuri, profondi, la fronte pensosa, il volto passionale e alquanto altezzoso. Forse era un pò magra e pallida in viso... Ganja e il generale guardarono il principe stupiti.

E infatti piove a dirotto

Efnisorð: ,

#73: E' del tutto plausibile che oggi piova

E' venerdì di rientro.
Ieri ho cominciato a leggere L'idiota e mi sono imbattuto in Nastasja Filippovna.
Sogni di stanotte concilianti con la pioggia.
E' del tutto plausibile che oggi piova.

Efnisorð: ,

sunnudagur, ágúst 20, 2006

#70: Libro letto

Fëdor Dostoevskij; Delitto e castigo (Преступление и наказание); Mursia; 800 pagg; regalo fatto a mia madre.
Non voglio perdere tempo a descrivere Delitto e castigo. Non ho la presunzione di poter essere esaustivo sull'argomento. E' la seconda volta che lo leggo e, stranamente, mi è piaciuto meno della prima. Ho sicuramente fatto una lettura più critica, maggiormente "letteraria", ma la prima volta mi aveva regalato delle sensazioni molto più intense. Comunque l'ho riletto molto volentieri e l'angoscia di Delitto e castigo è meravigliosa. Ora non so se iniziare o meno L'idiota o buttarmi su qualcos'altro, tipo cambiare autore. Domani vediamo.
55) Non solo Dio non esiste, ma provate a trovare un idraulico la domenica!
Woody Allen

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miðvikudagur, ágúst 16, 2006

#65: Giornata fruttuosa (?)

Non ho ufficialmente la tisi solo perchè il mio medico è in vacanza e non me l'ha potuta diagnosticare. Cmq tra ieri notte (non si dorme con la tisi) e oggi ho finito di vedere le prime due serie di friends. Poi ho letto moltissimo Delitto e Castigo (Raskol'nikov ha confessato a Sonecka che ha ammazzato la vecchia e Porfirji ha avuto la sua conversazione con Raskol'nikov e intanto è morta anche Katerina Ivanovna) e soprattutto ho iniziato a lavorare per la tesi. Non ho ancora scritto niente ma ho chiaro cosa fare e da domani comincio anche a scrivere.
52) Gran brutta malattia il razzismo. Più che altro strana: colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri.
Albert

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laugardagur, ágúst 12, 2006

#63: Sof'ja Semjonovna Marmeladova

Una delle cose che in assoluto preferisco in tutti i libri di Dostoevskij sono i personaggi femminili. Mi innamoro molto facilmente dei personaggi letterari. Quelli di Dostoevskij sono i miei preferiti (forse solo quelli di Baricco reggono il paragone). Per questo è assolutamente inevitabile che io mi innamori di Sof'ja Semjonovna Marmeladova.
Aspetto "L'idiota" dove c'è Nastas'ja, la mia preferita in assoluto.
51) Io ho un amico così pigro, così pigro, ma così pigro che ha sposato una donna incinta.
Gino Bramieri

Efnisorð:

laugardagur, júlí 22, 2006

#55: Mentre io non so le reazioni di fase due

...Raskol'nikov ha ammazzato la vecchia...

41) DIRETTORE Perchè si parli del mio settimanale corrotto e reazionario ho deciso di dare una pagina a un giornalista progressista e non corrotto. Su questa collaborazione imposterò una campagna pubblicitaria.
GIORNALISTA Non teme di indisporre i suoi lettori?
DIRETTORE Certamente sì. Perciò ho dato disposizione perchè il contenuto reazionario sia rafforzato.
Wolinski

Efnisorð: ,

fimmtudagur, júlí 20, 2006

#53: L'ho fatto

Ho iniziato a leggere Delitto e Castigo. Non ce la facevo proprio più. Speriamo che non mi rallenti troppo con tutto il resto. Avverto Federico, Marco e Francesco che me lo porterò in vacanza quindi se vogliono possono aggiungere un mattone ai loro zaini ;)
38) Era così ignorante che credeva che la Cedrata fosse un'opera minore del Tassoni.
Enzo Biagi

Efnisorð: ,